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Autopresentazione di Liliana Ugolini

E’ stato illuminante per me un testo di Guido Ceronetti pubblicato su “ In punta di Mani” editore Longo di Ravenna che dice: siamo marionette ma dobbiamo disperatamente fingere di non crederlo o come uomini siamo perduti. Inoltre, essendo occulto il filo, si può sempre scommettere che non ci sia e fondare su questo dubbio la libertà individuale, nostra grazia ed erinni. Ad avvalorare ciò è stata la presa di coscienza di non essere diversa da ciò che ero da piccola. L’esperienza ha nel tempo diluito gli impulsi, i sentimenti si sono rarefatti e approfonditi ma dentro la mia “ scatolina” (il cervello) la visione delle cose, le intuizioni, le inclinazioni sono rimaste, intatte. Da qui e dall’esperienza nasce la mia riflessione sulle marionette per la mia non scelta di essere quella che sono.
Fin dall’infanzia, senza rendermene conto, avevo facilità di scrittura senza aver avuto un ambiente che a questa inclinazione avesse dato sviluppo. Infatti le mie letture, considerate un ozio, volavano sempre insieme ai libri fuori dalla finestra.
Durante il tempo che a scuola ci davano per consegnare il tema, io, oltre a scrivere il compito, ne costruivo altri due per le compagne. I giochi erano le letture (le mie beatitudini) e la messa in scena dei miei scritti (in famiglia ho fatto recitare tutti.) Organizzavo le feste a patto che i partecipanti facessero una performance. Ho molto giocato con la vita e i periodi oscuri ( la guerra, le malattie, le incomprensioni) li ho combattuti con la positività del gioco. Un gioco serio a volte, dove le parole e i segni servivano per costruire rapporti e lavori. Ho sempre spronato gli altri ad essere creativi e questo per me, che ho fede ma non aderisco a nessun dogma, è stata la mia religione ma ho anche dovuto constatare che mentre le persone avevano altre attitudini, non riuscivano ad essere creativi come io avrei voluto, ricollegandomi alla percezione primaria che qualcosa opera oltre la nostra volontà. Lo stupore continuo per ciò che fluisce e ci circonda, la sensazione di essere sempre cosciente del punto infinitesimo del nostro essere “uomini” in confronto all’ universo, mi ha dato una visione “altra” delle cose. Anche se sono stata e sono immersa nella società (ho lavorato a lungo come segretaria d’azienda prima, poi come imprenditrice e ora come organizzatrice di eventi senza tralasciare il sociale), questo non mi ha impedito di misurare la piccolezza delle cose “vociate” senza che queste mi coinvolgessero.Non appena ho raggiunto la sopravvivenza finanziaria, senza accumoli di denaro e beni ma un piccolo necessario per vivere, ho lasciato il lavoro e ho iniziato così il mio cammino nella letteratura che altrimenti non sarebbe stato possibile. Da allora ho pubblicato 12 libri di poesia , 2 in prosa e 1 di teatro che non parlano quasi mai di me ma di fiori, di animali, di fiabe, di ouverture, di elementi, di corpi, di scienza, di marionette, di teatro, delle figure del mito perché in tutto questo siamo riflessi e ci completiamo in una visione globale che, a mio parere dimostra molto di più di uno scavo introspettivo, quello che sono i veri percorsi dell’umanità e della natura. Da sei miei testi , insieme al gruppo teatrale formato da Gianni Marrani, Sabina Cesaroni, Giusi Merli e Rosanna Gentili, (e una breve apparizione di Chiara Mori) e dai non attori Giada Primavera (giornalista) Gianni Broi ( performer) Giovanna Ugolini( pittrice) ed io stessa, sono stati messi in scena sei spettacoli: “Marionetteemiti”, “Pellegrinaggio con eco”, “Imperdonate”, “Palcoscenico”, la “ Favola dello Spettacolo”e una lettura scenica dall’ “ Ultima madre e gli aquiloni”. Il primo “Marionetteemiti”, itinerante, è stato dato per 12 volte a casa mia e poi in altre case e in altri luoghi e ora siamo alla 32° replica. Si tratta di teatro da appartamento molto particolare perché si fa nelle case, fra la gente e l’esperienza è stata ripetuta anche con “ La favola dello Spettacolo”. Per ora, nel globale, più di 65 repliche e non è poco per un teatro che non gode di percorsi classici e istituzionali ( come scelta).Da quindici anni mi occupo di organizzare incontri di Poesia Multimediale alle Giubbe Rosse ( lo storico Caffè Letterario di Firenze) e non solo per conto di Pianeta Poesia diretto da Franco Manescalchi.
Così la scrittura mi ha ricongiunta al teatro e alla performance, una passione di sempre ad avvalorare quello che ho detto all’inizio.
Questa autopresentazione mi vede “ marionetta tra marionette”. Questo ha un senso che poi ho esplicitato in “ Marionetteemiti”, nella “ Favola dello Spettacolo”, nella performance “ Marionette” e nel libro “ Delle Marionette, dei Burattini e del Burattinaio. Rilettura fantastica del Teatrino”. La mia idea, detta in maniera semplicistica, è che l’umanità attraverso i ruoli determinati dalla natura e dalla sua potenzialità caotica disegnata (noi non inventiamo niente ma tutto c’è già, a noi solo il compito di scoprirlo) è solo un mezzo per lo spettacolo del cambiamento. (Tutto si spiega nell’indifferenza del ciclo e della bellezza). Noi riusciamo a cambiare solo i moduli. ( Modulo, secondo il dizionario Devoto-Oli è: misura sulla quale si basano le caratteristiche compositive di un’opera d’arte) che solo il Grande Manipolatore o Burattinaio porta a termine. Inoltre viviamo immersi in un palcoscenico “ multimediale “ che noi abbiamo creato da sempre con le voci e con le immagini dove al falso mai si sovrappone la verità che, resta da sempre, sotterranea e sfaccettata o nella migliore delle ipotesi ci raddoppia accanto. Così il teatro si allarga e diviene la vita stessa nella quale parole e musica, colori e danza, caratteri e ruoli, passioni e amori, tragedia e ironia ci muovono in dolori e consolazioni mentre da sempre tentiamo di fare emergere l’ombra bianca.
Le Marionette fanno anche parte di una mia collezione. Si può notare che ci assomigliano in diverse espressioni statiche. Sono l’immagine di noi ( o la nostra ombra) fissata nell’atteggiamento dello stupore, mentre in lei ci specchiamo immersi nel nostro complessissimo organismo non dissimile al cosmo che ci circonda. Loro hanno preso una pausa di riflessione noi ancora corriamo affinché possiamo compiere la nostra parte. Il percorso di salvazione è una possibilità insita nelle nostre potenzialità ed è possibile perché ci è stato dato. L’illuminazione è davvero raggiungibile se il flusso si è fatto strada ed ha agito bene sulla marionetta. Se questo è minimalismo ben venga a riequilibrare il grande Io dei burattini attuali che corrisponde solo ad una molla per un passaggio ad altro E/vento.

per informazioni: lilianaugolini@interfree.it